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Sana e la piaga degli omicidi d’onore vista dal mio Pakistan – Da Lettera43.it

Riportiamo qui l’articolo ”Sana e la piaga degli omicidi d’onore vista dal mio Pakistan” di Zarish Zeno, pubblicato su Lettera43.it. Un contributo straordinario di coraggio e di volontà di cambiare le cose.

”In alcune regioni del Paese come il Punjab sono una triste realtà. Che sopravvive anche alle leggi. L’Occidente non si volti dall’altra parte: per cambiare le cose abbiamo bisogno di voi”. 

Photo – Pixabay

Come donna pachistana sono devastata dalla recente notizia della morte di Sana Cheema. Non posso credere che atti così orribili avvengano anche nel XXI secolo, mentre nel mondo prende forma l’intelligenza artificiale. Sfortunatamente, però, è una cosa molto comune in Pakistan. Si chiama “omicidio d’onore”, altrimenti noto come karo-kari, e consiste nell’uccisione di un membro di una famiglia o di un gruppo sociale da parte di altri membri, a causa della convinzione che la vittima abbia portato disonore alla famiglia o alla comunità.

Originariamente, il karo e il kari erano termini che significavano “adultero” e “adultera”, ma oggi sono usati in relazione a molteplici forme di comportamento percepite come immorali. Una volta che una donna è etichettata come kari, i parenti si considerano autorizzati a uccidere lei e il karo coimputato per ripristinare l’onore della famiglia. Nella maggioranza dei casi, la vittima degli attacchi è di sesso femminile e i suoi aggressori sono maschi della sua famiglia o della sua comunità. Come in altri Paesi, il numero esatto di omicidi d’onore non è noto. Oltre 4 mila casi sono stati segnalati in Pakistan tra il 1998 e il 2004. Delle vittime, quasi 2.700 erano donne e poco più di 1.300 erano uomini; 3.451 casi sono arrivati ​​davanti ai tribunali. I tassi più alti si sono registrati nel Punjab, seguito dalla provincia del Sindh.

Uno dei casi più noti è quello della star dei social media Qandeel Baloch, uccisa a Multan. La 26enne, famosa per la pubblicazione su Facebook di video e post relativi alla sua vita, è stata ammazzata da suo fratello. Se cercate su Google, troverete molti casi simili. La cosa triste è che, anche se ci sono delle leggi che vengono adottate per impedire che ciò accada, questo fenomeno continua a crescere giorno dopo giorno. Persino la polizia non è fedele al proprio dovere ed è solita mentire ai media per denaro. Per quanto riguarda il caso di Sana, è molto triste che anche il suo caso venga distorto. Io per prima credo che sia stata uccisa dalla sua famiglia. Se mi chiedete perché ne sono convinta, rispondo che conosco il mio Paese: l’omicidio d’onore è una realtà. L’abbiamo visto in passato, lo vediamo ancora oggi e, se non verrà fatto nulla, ci saranno molte altre Sana anche in futuro.

Quello che non riesco a capire è cosa ci sia di onorevole nell’uccidere una donna che ama o vuole sposare una persona che le piace. Come ho scritto in precedenza, ci stiamo muovendo verso la creazione dell’intelligenza artificiale, un progresso che però non sembra coincidere con la mentalità di molte persone che abitano questo mondo. Non ha senso progredire con la tecnologia quando non si riesce a fare lo stesso con le idee. C’è un disperato bisogno di comprendere i cambiamenti che avvengono nella nostra società sotto forma di educazione delle ragazze, lavoro delle donne e persino matrimoni liberi. Per questo, il ruolo più importante spetta ai media e ai gruppi liberali nella società occidentale. Possiamo sperare di cambiare la mente degli estremisti che vivono in diverse parti del Pakistan e del mondo.

* Zarish Neno è una donna pachistana. È fondatrice e presidente del Jeremiah Education Centre, Ong che opera nel Punjab per la scolarizzazione dei bambini e la promozione dei diritti delle donne.

da Lettera43.it del 23/04/2018