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Roma, galà degli Ambasciatori di Pace nel mondo: tra i premiati la giornalista Francesca Rodolfo

La cerimonia di consegna si è svolta durante la serata di gala degli Ambasciatori di Pace nel mondo, nel corso della quale sono stati nominati  anche i nuovi Ambasciatori, premiati dal presidente Giuseppe Pierro.

Si è svolta il 24 novembre scorso nella suggestiva location di Casale Tor di Quinto a Roma, l’edizione 2021 della consegna del prestigioso premio che il Centro Alti Studi Averroè della presidente Souad Sbai, conferisce a chi maggiormente si è distinto nell’ambito del sociale in Italia e nel mondo.
A presiedere il Centro Studi Averroè per la diffusione delle culture del Mediterraneo è la già onorevole Souad Sbai,  giornalista, scrittrice, cittadina italiana originaria del Marocco. La cerimonia di consegna si è svolta durante la serata di gala degli Ambasciatori di Pace nel mondo, nel corso della quale sono stati nominati  anche i nuovi Ambasciatori, premiati dal presidente Giuseppe Pierro. La serata è stata presentata dalla conduttrice televisiva Veronica Maya.
“La dottoressa Rodolfo, Presidente dell’associazione Divine del Sud, è da sempre attenta alle esigenze delle donne ed è voce di quanti nella società non hanno voce. Per questo è stata valutata come esempio e modello da seguire – è stato detto durante la serata.  È stata selezionata come donna, madre e professionista, che meglio delle altre è riuscita a coniugare la figura di lavoratrice, di mamma e di operatrice attivamente impegnata nel sociale. Con l’associazione Divine del Sud, è riuscita a portare sorrisi in posti sofferenti non lontano dalle nostre case”.
Un momento molto emozionante per la dottoressa Rodolfo, accompagnata dalla sua vice avv. Agata Oliva e dal senatore Dario Damiani, da sempre sostenitore dell’associazione, sin da quando non ricopriva alcun incarico politico. “Questo è il primo premio nazionale che riceve Divine del Sud – ha commentato Francesca Rodolfo – voglio condividerlo con tutte le mie Divine e dedicarlo a loro, persone oncologiche, in carrozzina, straniere, vittime di violenza, con sindrome di down.. perché con la loro meravigliosa diversità, arricchiscono la nostra vita, il nostro vissuto. Se abbiamo ricevuto questo premio vuol dire che qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Continuiamo su questa strada – ha concluso Francesca Rodolfo – certi di poter portare ancora sorrisi dove c’è sofferenza”.

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